ADHD, ritmo circadiano e difficoltà del sonno nei bambini e negli adolescenti

Nei bambini e negli adolescenti con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), le difficoltà legate al sonno e al ritmo circadiano rappresentano una componente clinica frequente ma spesso sottovalutata. Il ritmo circadiano è il sistema biologico interno dell’uomo che regola i cicli sonno-veglia nell’arco delle 24 ore e che influenza numerosi processi fisiologici, cognitivi ed emotivi. Le alterazioni che avvengono in questo sistema possono contribuire a far emergere difficoltà di regolazione attentiva, impulsività e disregolazione emotiva, che sono tutti aspetti centrali nell’ADHD (Coogan & McGowan, 2016).

Numerosi studi scientifici hanno evidenziato come i disturbi del sonno siano significativamente più prevalenti nei soggetti con ADHD rispetto alla popolazione generale. Una metanalisi ha mostrato che i bambini e gli adolescenti con ADHD presentano più frequentemente insonnia, difficoltà di addormentamento e una ridotta efficienza del sonno (Cortese et al., 2009). Queste difficoltà non si presentano soltanto come comorbilità, ma possono interagire direttamente con i sintomi del disturbo, aggravandone, quindi, l’espressione clinica.

Un aspetto rilevante riguarda la relazione tra ADHD e cronotipo; ricerche recenti indicano che molti individui con ADHD mostrano una preferenza per il cronotipo serale (eveningness), associata a ritardi nell’addormentamento e difficoltà nel risveglio mattutino (Bijlenga et al., 2019). Questo pattern suggerisce una possibile desincronizzazione tra i ritmi biologici interni e le richieste ambientali, come, per esempio, gli orari scolastici.

Dal punto di vista biologico, diverse evidenze scientifiche suggeriscono che nei soggetti con ADHD possano essere presenti delle alterazioni nei sistemi che regolano il ritmo circadiano, inclusa una diversa secrezione della melatonina, che è l’ormone coinvolto nell’induzione del sonno. Alcuni studi, in specifico, hanno osservato un ritardo nella produzione serale di melatonina, cosa che potrebbe contribuire a posticipare l’addormentamento (Smits et al., 2001).

Le difficoltà circadiane e del sonno hanno un impatto significativo anche sul funzionamento diurno dell’individuo. La privazione del sonno o un ritmo sonno-veglia irregolare sono associati, infatti, a un peggioramento dell’attenzione sostenuta, all’aumento dell’impulsività e a una maggiore instabilità emotiva. Nei bambini e negli adolescenti, tutto ciò può tradursi in difficoltà scolastiche, problemi relazionali e una ridotta qualità della vita (Becker et al., 2019).

L’adolescenza rappresenta una fase particolarmente sensibile, poiché già fisiologicamente si osserva uno spostamento verso un cronotipo più serale; pertanto, questo cambiamento, combinato con le caratteristiche dell’ADHD, può amplificare la discrepanza tra il ritmo biologico e le richieste ambientali, contribuendo all’insorgere di una sonnolenza diurna e a maggiori difficoltà di concentrazione durante le ore scolastiche (Coogan & McGowan, 2016).

In ambito clinico, è importante considerare che le difficoltà circadiane nei soggetti con ADHD non sono un banale e trascurabile effetto secondario del disturbo, ma possono rappresentare un fattore che contribuisce alla sua espressione e al suo mantenimento: la valutazione del sonno e dei ritmi circadiani dovrebbe, quindi, essere parte integrante della valutazione psicodiagnostica.

Gli interventi basati sull’evidenza scientifica includono alcune strategie comportamentali per migliorare l’igiene del sonno, la regolarizzazione degli orari e, in alcuni casi, l’uso della melatonina sotto supervisione medica. Studi controllati hanno mostrato che la melatonina può essere efficace nel ridurre la latenza di addormentamento nei bambini con ADHD e disturbi del sonno associati (Smits et al., 2001). Anche interventi psicoeducativi rivolti ai genitori possono risultare utili nel promuovere routine stabili e ambienti favorevoli al sonno e all’addormentamento.

Riferimenti bibliografici:

Becker, S. P., Langberg, J. M., Evans, S. W., Girio-Herrera, E., & Vaughn, A. J. (2019). Sleep problems and sleep disorders in adolescents with attention-deficit/hyperactivity disorder. Journal of Clinical Child & Adolescent Psychology, 48(4), 523–536.

Bijlenga, D., Vollebregt, M. A., Kooij, J. J. S., & Arns, M. (2019). The role of the circadian system in the etiology and pathophysiology of ADHD: Time to redefine ADHD? Attention Deficit and Hyperactivity Disorders, 11(1), 5–19.

Coogan, A. N., & McGowan, N. M. (2016). A systematic review of circadian function, chronotype and chronotherapy in attention deficit hyperactivity disorder. Chronobiology International, 33(9), 1299–1321.

Cortese, S., Konofal, E., Lecendreux, M., et al. (2009). Sleep disturbances in children with attention-deficit/hyperactivity disorder: A systematic review and meta-analysis. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 48(5), 433–444.

Smits, M. G., Nagtegaal, E. E., van der Heijden, J., Coenen, A. M., & Kerkhof, G. A. (2001). Melatonin for chronic sleep onset insomnia in children: A randomized placebo-controlled trial. Journal of Child Neurology, 16(2), 86–92.

Per informazioni o appuntamenti:

studio@barbaracalcinai.it 

Immagini Pexels