Dislessia e creatività: quando le difficoltà diventano talento
Quando pensiamo alla dislessia, spesso ci vengono in mente, associazione spontanea parole ed espressioni come “difficoltà”, “errori di lettura”, “lentezza a eseguire i compiti scolastici”, tutte espressioni che riportano a una mancanza, a un limite. Ma se assumessimo un punto di vista rovesciato e accettassimo che spesso dietro le difficoltà di lettura si nasconde un potenziale creativo davvero straordinario? Negli ultimi anni, gli studiosi e i ricercatori hanno iniziato a guardare alla dislessia anche da una nuova prospettiva: non è soltanto uno dei vari disturbi dell’apprendimento, quindi, ma anche un profilo cognitivo diverso, con punti di forza su cui fare leva ancora troppo poco riconosciuti. Tra questi, la creatività spicca in modo significativo.
Un modo diverso di pensare
La dislessia rientra effettivamente tra i disturbi specifici dell’apprendimento e coinvolge soprattutto l’ambito della lettura e della scrittura, con difficoltà che possono rendere la lettura di testi, soprattutto se lunghi, molto lenta oppure scorretta, con ripercussioni importanti nella sfera dell’apprendimento delle discipline scolastiche. Ma chi ha questo disturbo, che – ricordiamolo – non inficia il quoziente intellettivo dell’individuo, può presentare abilità visuo-spaziali, pensiero intuitivo e problem solving non convenzionale particolarmente sviluppati. Le persone con dislessia, infatti, elaborano le informazioni in modo “non lineare”: mentre la maggior parte di noi segue ragionamenti logici e sequenziali, le persone con dislessia possono giungere alla soluzione di un problema attraverso forme di pensiero più creative. Questo stile cognitivo, che a scuola può rappresentare un ostacolo, soprattutto per quanto riguarda le discipline che si basano sulla logica, può diventare una risorsa in contesti che premiano la creatività e l’originalità. Il cosiddetto pensiero divergente è, infatti, la capacità di generare idee originali, di trovare più soluzioni a uno stesso problema, perché in grado di assumere diverse prospettive. Alcuni studi dimostrano che le persone con dislessia utilizzano questo tipo di pensiero in misura maggiore delle altre. Uno studio italiano abbastanza recente (Cancer & Antonietti, 2016) ha mostrato che gli adolescenti dislessici proponevano soluzioni più creative e fuori dagli schemi rispetto ai loro coetanei non dislessici; inoltre, essi spesso riuscivano a “vedere” connessioni tra gli elementi della situazione che agli altri sfuggivano del tutto. È importante considerare che non si tratta di una semplice compensazione eseguita tramite l’immaginazione, ma di un diverso modo di pensare, che in alcuni contesti o condizioni può risultare molto vantaggioso. Non sono pochi i personaggi famosi di cui si dice che siano dislessici (l’attore Tom Cruise, il pilota Lewis Hamilton, il musicista Noel Gallagher, solo per portare qualche esempio), il che ci porta a ripensare la dislessia, in ottica non semplicemente di disturbo che rappresenta un ostacolo da superare per un buon apprendimento, ma anche di diversa modalità d’interpretare le situazioni. Risulta, dunque, fondamentale cominciare a valorizzare le differenze cognitive tra gli individui e non penalizzarle, anche in ambito scolastico e educativo in generale. La dislessia non è soltanto una sfida da vincere per lo studente che giorno per giorno deve affrontare testi scritti di vario tipo, ma può diventare un’occasione per ripensare il concetto di intelligenza, di talento e anche di successo.
Naturalmente, riconoscere il potenziale creativo delle persone con dislessia non significa negare le difficoltà reali che affrontano ogni giorno in ambito scolastico o accademico, dove è ancora prevalente un approccio tradizionale all’insegnamento (lezione frontale, studio in autonomia a casa, letture e compiti scritti). Una diagnosi precoce, già nei primi anni di scuola, può risultare essenziale per evitare frustrazione, calo dell’autostima e disaffezione allo studio, con conseguente drop out scolastico. Il supporto di Tutor dell’apprendimento adeguatamente formati (psicologi, pedagogisti, educatori con formazione specifica nell’ambito dei DSA), l’uso di strumenti compensativi e dispensativi, un metodo di studio personalizzato e organizzato; strategie didattiche mirate, individuate in sinergia tra la scuola e la famiglia possono fare la differenza tra un percorso scolastico vissuto con sofferenza e uno affrontato con consapevolezza e fiducia nelle proprie risorse. Non esiste un solo modo di apprendere, esattamente come non esiste una sola prospettiva sugli eventi e sui problemi quotidiani: aprire la nostra mente alla diversità e alla ricchezza di risorse di cui ciascuno di noi è portatore è la vera strada per l’inclusione.
Nel mio studio, Studio Barbara Calcinai a Firenze, in via del Ponte di Mezzo 1, opera un’équipe multidisciplinare accreditata dalla Regione Toscana per la valutazione e la diagnosi dei DSAp. Inoltre, il mio studio collabora con Tutor dell’apprendimento qualificati che offrono supporto allo studio individuale e aiutano lo studente nell’individuazione di un metodo di studio personale e funzionale.
Con lo Schicco di Grano APS, di cui sono Presidente, organizzo molte attività legate al mondo dei DSA (webinar, corsi, gruppi ecc.)
Per informazioni:
Riferimenti bibliografici e sitografici
Cancer, A., & Antonietti, A. (2016). Gli studenti con dislessia sono creativi? Uno studio nella scuola secondaria di primo grado. Psicologia Clinica dello Sviluppo, 125-138. https://doi.org/10.1449/83133
Winner, E., von Karolyi, C., & Malinsky, D. et al. (2001). Dyslexia and visual-spatial talents: compensation vs deficit model. Brain Lang. Feb;76(2):81-110. doi: 10.1006/brln.2000.2392. PMID: 11254251.
https://www.dsa-gammani.it/una-lista-parziale-delle-persone-famose-affette-da-dislessia/
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