I compiti delle vacanze: una sfida per bambini e ragazzi con ADHD e DSA. Come conciliare apprendimento, benessere e tempo in famiglia
L’estate dovrebbe rappresentare per tutti gli studenti un momento di pausa, di svago e divertimento per ritemprare il fisico e la mente dopo i lunghi mesi di studio. Tuttavia, i compiti scolastici da eseguire durante l’estate allungano la loro ombra a turbare un periodo tanto atteso da tutti: soprattutto per alcuni bambini e adolescenti con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) e Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) i compiti delle vacanze possono trasformarsi in un’ulteriore fonte di stress e di conflitto, sia per loro sia per le famiglie. Da una parte, infatti, l’esigenza di consolidare gli apprendimenti acquisiti durante l’anno scolastico è concreta; ma anche il bisogno di recuperare le energie, di vivere esperienze significative e di trascorrere tempo di qualità con la famiglia non può e non deve essere sottovalutato. Si tratta, dunque, di trovare il miglior equilibrio possibile tra queste due diverse esigenze.
Le criticità, che possono anche essere notevoli, non dipendono dalla mancanza di volontà dei bambini e dei ragazzi con ADHD di svolgere i compiti assegnati dagli insegnanti. I bambini con ADHD spesso presentano problemi nelle funzioni esecutive, come pianificazione, organizzazione, gestione del tempo e mantenimento dell’attenzione (Barkley, 2015), quindi, anche attività apparentemente semplici, come completare una scheda o organizzare il materiale necessario all’esecuzione del compito, possono richiedere uno sforzo molto superiore rispetto ai loro coetanei. Nei ragazzi con DSA, invece, il problema spesso riguarda soprattutto la fatica cognitiva associata alla lettura, alla scrittura o al calcolo richiesti dal compito che devono eseguire. Compiti troppo lunghi oppure ripetitivi possono aumentare il loro senso di frustrazione e ridurre la loro motivazione allo studio (Cornoldi, 2019).
Mentre durante l’anno scolastico questi studenti possono contare su delle routine consolidate, su adeguati supporti didattici e su insegnanti che gli organizzano il lavoro tenendo conto delle loro specifiche esigenze di apprendimento, in estate tali riferimenti vengono meno e spesso il carico organizzativo ricade quasi interamente sui genitori che non sempre sono in grado di gestire al meglio il “momento dei compiti”. Capita spesso che le famiglie vivano un certo disagio: è possibile concedersi una vacanza rigenerante senza il peso dei compiti scolastici?
È possibile, in effetti, accordare queste esigenze apparentemente divergenti: le ricerche sull’apprendimento ci mostrano, per esempio, che brevi attività distribuite nel tempo risultano generalmente più efficaci delle lunghe sessioni concentrate in pochi giorni (Dunlosky et al., 2013), quindi, programmare insieme allo studente sessioni di lavoro di 20-30 minuti al giorno permette di mantenere più elevata l’attenzione e riduce il sovraccarico cognitivo, oltre a essere utile in maniera concreta nell’alleggerire giornalmente il carico dei compiti scolastici. La scelta dell’orario ha, naturalmente, un ruolo importante: è, quindi, necessario individuare il momento della giornata in cui il bambino si sente più riposato e incline a occuparsi anche dei compiti, cercando di evitare i momenti in cui desidera giocare o dedicarsi ad attività libere. L’accurata pianificazione della suddivisione dei compiti delle vacanze è fondamentale per evitare che il periodo estivo si trasformi in uno scontro continuo tra genitori e figli: se, infatti, esercizi e libri da leggere vengono ben scadenzati non sarà necessario che lo studente (e la famiglia) veda sacrificate le vacanze al mare o le gite fuoriporta, il tempo è molto e basta sfruttarlo al meglio.
Per i ragazzi con ADHD è molto utile aiutarli a suddividere i compiti da svolgere in piccoli obiettivi giornalieri, cosa che rende il lavoro più prevedibile e meno ansiogeno. Anche checklist, calendari visivi e timer possono aiutare il ragazzo a percepire meglio il tempo che scorre e i progressi fatti, favorendo la sua autoefficacia.
Possiamo anche trasformare le vacanze fuori casa offrono in occasioni di apprendimento autentico. Per esempio, leggere il menù di un ristorante, calcolare una spesa, consultare una cartina, scrivere un diario di viaggio o visitare un museo possono rappresentare attività che stimolano le competenze scolastiche in contesti motivanti.
Per quanto riguarda gli studenti con DSA è importante ricordare che gli strumenti compensativi utilizzati durante l’anno non dovrebbero essere abbandonati durante l’estate perché audiolibri, sintesi vocale, mappe concettuali e software dedicati continuano a rappresentare strumenti di accesso all’apprendimento.
Per gli studenti con ADHD può essere utile mantenere alcune routine quotidiane essenziali, quindi orari relativamente regolari, momenti dedicati al movimento fisico e una minima organizzazione della giornata, tutte routine che favoriscono il benessere e riducono il rischio che la ripresa scolastica diventi troppo brusca e traumatica.
Non mi sembra superfluo sottolineare che le vacanze devono restare vacanze per tutti, genitori e figli. Il riposo, il gioco libero, le relazioni sociali e le esperienze all’aria aperta contribuiscono, infatti, allo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del ragazzo tanto quanto molte attività scolastiche e sono necessarie ai genitori per ricaricarsi dopo un anno di lavoro.
Quando possibile, può essere utile confrontarsi con gli insegnanti già al termine dell’anno scolastico per comprendere quali attività siano realmente prioritarie e quali possano essere eventualmente adattate alle caratteristiche dello studente.
Infine, è importante ricordare che ogni studente presenta caratteristiche diverse e le strategie, per essere realmente efficaci, devono essere personalizzate tenendo conto dell’età, del profilo neuropsicologico, del livello di autonomia e anche delle risorse della famiglia.
Riferimenti bibliografici
Barkley, R. A. (2015). Attention-deficit hyperactivity disorder: A handbook for diagnosis and treatment (4th ed.). Guilford Press.
Cornoldi, C. (a cura di). (2019). I disturbi dell’apprendimento. Il Mulino.
Dunlosky, J., Rawson, K. A., Marsh, E. J., Nathan, M. J., & Willingham, D. T. (2013). Improving students’ learning with effective learning techniques: Promising directions from cognitive and educational psychology. Psychological Science in the Public Interest, 14(1), 4–58. https://doi.org/10.1177/1529100612453266
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