La Terapia di coppia: quando migliorare la comunicazione può riportare la serenità in famiglia

Quando in una coppia il rapporto diventa teso come una corda di violino, il primo sintomo spesso non è un litigio esplosivo, ma un silenzio carico di distanza e recriminazione implicita tra i due partner. Il rapporto di coppia è il cuore pulsante del sistema familiare: quando si incrina, l’intera atmosfera domestica può risentirne significativamente, soprattutto quando in casa ci sono figli ancora piccoli, emotivamente dipendenti dagli adulti di riferimento, in primis, i genitori.

Il rapporto di coppia può influenzare il benessere psicoemotivo dei figli?

Esistono numerosi studi attendibili, i quali confermano che la qualità della relazione tra i genitori ha un impatto diretto sul benessere psicoemotivo dei bambini della coppia. Infatti, i figli crescono osservando il comportamento dei genitori e, dunque, interiorizzando i modelli relazionali forniti anche inconsapevolmente dalla madre e dal padre. Se l’ambiente familiare è caratterizzato da tensione, elevata o cronica conflittualità oppure da forme di evitamento emotivo, i figli possono sviluppare difficoltà di regolazione emotiva, insicurezza e comportamenti disfunzionali (Cummings & Davies, 2010). Anche i conflitti che i genitori pensano di riuscire a nascondere ai bambini, spesso vengono comunque percepiti a livello emotivo e, pertanto, possono generare ugualmente ripercussioni negative sul benessere dei figli. Non è, quindi, soltanto il numero dei conflitti e dei litigi a fare la differenza in ambito familiare, ma anche il modo in cui vengono gestiti dai partner. Infatti, una coppia che comunica cronicamente in modo aggressivo, passivo o comunque disfunzionale può trasmettere ai figli un forte senso di instabilità e tensione, anche in assenza di urla o scenate.

La terapia di coppia come uno spazio e un tempo per ripensare il rapporto e la comunicazione

La terapia di coppia non è utile, allora, soltanto per le relazioni che si possono definire “in profonda crisi” o destinate alla separazione. Anzi, si tratta, piuttosto, di uno spazio e un tempo sicuri attraverso i quali i due partner in crisi possono ritrovare o imparare ex novo strumenti di comunicazione efficace; riscoprire l’ascolto attivo reciproco, accettante ed empatico, nonché ridefinire i propri ruoli e bisogni sulla fase evolutiva che il nucleo familiare sta attraversando. In presenza di figli ancora piccoli, tutto ciò assume un’importanza ancora maggiore: infatti, migliorare la relazione di coppia significa anche offrire un ambiente familiare più stabile, rassicurante e sereno ai bambini. Va sottolineato che il terapeuta non si schiera con uno dei due partner, ma ha il ruolo di favorire la comprensione reciproca, e offre il suo aiuto per “decodificare” messaggi, emozioni e ferite rimasti inespressi o inascoltati nonostante l’elevata conflittualità. Tale processo terapeutico può condurre non soltanto a una significativa riduzione delle tensioni nella coppia, ma anche allo sviluppo di una nuova e più armoniosa alleanza educativa, che risulta fondamentale per il benessere dei figli.

Spesso le coppie in crisi comunicativa giungono nella stanza della terapia quando la situazione è già molto compromessa.  Intervenire precocemente, invece, anche soltanto per ridefinire delle consuetudini comunicative disadattive che ormai hanno preso il sopravvento, può prevenire escalation conflittuali deleterie per tutti e migliorare la qualità del clima familiare. In specifico, eventi critici e destabilizzanti come la nascita di un figlio, un licenziamento, una malattia invalidante possono essere momenti in cui la terapia si rivela preziosa per rinegoziare i ruoli in seno alla famiglia e per ricercare un nuovo e più funzionale equilibrio. Per molte coppie, iniziare un percorso terapeutico può rappresentare anche un atto di responsabilità genitoriale: prendersi attivamente cura della propria relazione di coppia, infatti, significa anche proteggere i figli da stress, ansia o confusione che possono ingenerarsi da un ambiente familiare disfunzionale. Alcune ricerche mostrano che, dopo un percorso di terapia di coppia, è possibile osservare miglioramenti significativi nel comportamento e nella regolazione emotiva dei figli dei partner in terapia. I bambini di questi studi, infatti, apparivano più sereni e mostravano una maggior abilità nell’esprimere le emozioni provate e mostravano un minor numero di episodi di aggressività o di ritiro sociale (Cowan & Cowan, 2005).

Riferimenti bibliografici:

Cummings, E. M., & Davies, P. T. (2010). Marital conflict and children: An emotional security perspective. Guilford Press.

Cowan, C. P., & Cowan, P. A. (2005). Two central roles for couple relationships: Breaking negative intergenerational patterns and enhancing children’s adaptation. Sex Roles, 52(11–12), 791–809. https://doi.org/10.1007/s11199-005-4206-6

Halford, W. K., Markman, H. J., Kline, G. H., & Stanley, S. M. (2003). Best practice in couple relationship education. Journal of Marital and Family Therapy, 29(3), 385–406. https://doi.org/10.1111/j.1752-0606.2003.tb01214.x

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