Le famiglie multiproblematiche e la terapia sistemico-relazionale: un approccio efficace alla complessità
Le famiglie multiproblematiche rappresentano una realtà complessa perché nella loro situazione si trovano implicati simultaneamente gli aspetti relazionali, psicologici, educativi, sociali e anche quelli economici. In questi nuclei familiari, infatti, (ed è questo che li caratterizza come “multiproblematici”) non è presente un’unica difficoltà, bensì una costellazione di problematiche che tendono a influenzarsi reciprocamente, generando situazioni di sofferenza persistente, spesso caratterizzate da crisi ricorrenti e di difficile gestione.
La letteratura scientifica descrive queste famiglie come dei sistemi caratterizzati da un’alta vulnerabilità, nei quali possono coesistere conflitti relazionali, difficoltà genitoriali, problemi scolastici dei figli, disagio psicologico, isolamento sociale, precarietà economica e/o problematiche legate alle dipendenze. La presenza contemporanea di più fattori di stress rende difficile individuare una causa unica del disagio e richiede una lettura globale e multifattoriale del funzionamento familiare. In molti casi, i membri della famiglia arrivano a percepire i loro problemi familiari come insormontabili. Le costanti difficoltà quotidiane possono, quindi, alimentare sentimenti di impotenza, sfiducia e rassegnazione, mentre le relazioni interne possono progressivamente irrigidirsi fino a deteriorarsi. I tentativi di soluzione messi in atto dai membri della famiglia o da altri parenti, seppur animati da buone intenzioni, possono talvolta contribuire involontariamente al mantenimento delle difficoltà. Anche in questo contesto, la terapia sistemico-relazionale può offrire strumenti preziosi proprio perché considera il sintomo come un fenomeno che si sviluppa e che assume un determinato significato all’interno delle relazioni. L’attenzione del terapeuta, che si concentra sulle modalità comunicative, sui ruoli familiari, sulle varie alleanze tra i membri della stessa famiglia, sulle regole implicite e sulle dinamiche che organizzano la vita del sistema familiare, facilita lo sviluppo della consapevolezza di cosa mantiene attivo il sintomo e il disagio. L’obiettivo del percorso, dunque, lungi dal voler individuare un colpevole a cui attribuire tutta la responsabilità di ciò che sta accadendo, è quello di comprendere come le interazioni tra i membri del nucleo familiare contribuiscano al mantenimento della sofferenza e, soprattutto, come possano, invece, diventare una risorsa per il cambiamento. Attraverso il percorso terapeutico, la famiglia viene, quindi, aiutata a riconoscere quegli schemi relazionali ripetitivi e inflessibili che spesso alimentano il disagio e la sofferenza; mentre il terapeuta favorisce una nuova lettura delle difficoltà della famiglia, promuovendo una maggior consapevolezza delle emozioni, dei bisogni e delle aspettative reciproche. È questo il processo che consente gradualmente di costruire modalità comunicative più funzionali e relazioni più equilibrate.
Uno degli aspetti più importanti dell’approccio sistemico-relazionale consiste proprio nel valorizzare le risorse già presenti nella famiglia: bisogna considerare che anche nei contesti maggiormente compromessi esistono, infatti, competenze, capacità di adattamento e potenzialità che possono essere riattivate e proficuamente sostenute; la terapia mira, perciò, a rendere visibili a tutti i membri del nucleo familiare queste risorse, rafforzando il senso di efficacia personale e familiare.
Le evidenze scientifiche ci dimostrano come in effetti gli interventi sistemici e familiari siano molto efficaci nei contesti caratterizzati da elevata complessità relazionale. Il coinvolgimento attivo dei familiari, inoltre, favorisce una maggior adesione al trattamento, migliora la collaborazione tra i membri della famiglia e contribuisce a produrre dei cambiamenti che possono rivelarsi più stabili nel tempo. La terapia sistemico-relazionale può essere indicata anche quando una famiglia affronta un evento critico che mette a dura prova l’equilibrio familiare e comporta una ristrutturazione dei ruoli familiari e una rilettura, alla luce del nuovo evento, della storia familiare.
Ogni famiglia possiede una propria storia e una propria unicità; questo è il motivo per cui il percorso terapeutico viene costruito su misura sullo specifico nucleo familiare che richiede aiuto, rispettandone i tempi, i bisogni e le risorse, con l’obiettivo di promuovere il benessere, la resilienza e la crescita emotiva e relazionale sia dei singoli membri che di tutto il gruppo familiare.
Riferimenti bibliografici:
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