Quando la scuola fa paura
… Ogni volta che doveva entrare in classe le prendeva una specie di capogiro che le rendeva le ginocchia molli, le palme sudate e la testa leggera. Era un supplizio, una tortura, un incubo che sembrava interminabile. Non era pensabile di poter passare in quelle condizioni i prossimi cinque anni, ma che fare? Aveva provato a spiegare ai suoi genitori che proprio non riusciva ad affrontare la scuola, ma loro non capivano e continuavano a ripeterle che andare a scuola alla sua età era del tutto normale, che se avesse smesso di studiare non avrebbe mai trovato un buon lavoro e altre amenità del genere che non facevano altro che accrescere la sua insicurezza e la sua sofferenza. Nessuno la comprendeva. Era sola con tutto il fardello delle sue paure.
Molti di noi adulti si ricordano con piacere e un pizzico di nostalgia i giorni ormai lontani delle scuole superiori. L’amica del cuore e compagna di banco con cui ci si confidava e si passava il momento dell’intervallo; i compagni più brillanti e quelli più divertenti; le lunghe ore di studio per risolvere un problema difficile o per preparare una buona interrogazione, le gite scolastiche; i compiti in classe, croce e delizia di tutti (insegnanti compresi!); i compiti a casa di cui tutti avremmo fatto volentieri a meno, specialmente nelle belle giornate di sole… I nostri ricordi parlano di adolescenza, delle nostre prime relazioni, dei nostri tentativi di diventare “grandi”. Spesso sono bei ricordi e ci siamo molto affezionati, ma dobbiamo ricordarci che sono i nostri ricordi e che i nostri figli possono vivere il rapporto con la scuola superiore in maniera molto diversa. Alcuni adolescenti sviluppano quella che viene designata come “ansia scolastica”, un disturbo che rende molto problematica la frequenza continuativa delle lezioni scolastiche da parte di chi ne soffre. Costante preoccupazione, apprensione, sensazione che qualcosa di terribile stia per accadere sono tutti segnali che l’adolescente vive con molto disagio il momento della scuola, che lo teme. L’ansia scolastica può colpire l’adolescente con l’inizio della scuola di secondo grado, quando per la prima volta si sente investito di maggiori responsabilità, sia come studente, sia come futuro lavoratore (la scelta dell’indirizzo della scuola superiore spesso dà forma al futuro lavorativo dello studente). Molti, se non tutti, i compagni saranno nuovi; i professori saranno più esigenti e richiederanno impegno e serietà nello studio, oltre alla costanza; la scuola probabilmente non sarà vicino a casa; i compiti per casa saranno impegnativi e richiederanno un’accurata pianificazione per essere portati a termine con profitto… sono molte le cose che possono suscitare perplessità, insicurezza e preoccupazione in un adolescente. Alcuni ragazzi soffrono il peso del “giudizio” altrui (dei compagni, degli insegnanti, dei genitori ecc.) se non raggiungono alti standard di rendimento scolastico e questo timore di apparire incapaci, ridicoli, immaturi ecc. genera ulteriore insicurezza e abbassa l’autostima, innescando un circolo vizioso per cui il ragazzo entrerà in ansia tutte le volte che dovrà affrontare un compito o un’interrogazione, mettendo a repentaglio il suo rendimento (l’ansia eccessiva “blocca” l’individuo) e, dunque, inasprendo la sofferenza e acuendo l’insicurezza. L’ansia scolastica non è da sottovalutare perché, anche quando sottosoglia, non permette allo studente di vivere con serenità gli anni della scuola, né di rendere al massimo nello studio. In casi estremi, lo studente rifiuta di mettere piede in classe, spesso lamentando sintomi fisici (malditesta, mal di pancia, febbre ecc.), oppure avendo crisi di pianto o rabbia.
Che fare allora?
Se pensiamo che nostro figlio non viva la scuola con sufficiente serenità è opportuno
contattare un professionista che possa accompagnarlo in un percorso di consapevolezza e potenziamento delle proprie risorse.
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