Comprendere e Gestire il Disturbo Oppositivo-Provocatorio: uno Sguardo Sistemico-Relazionale

Il Disturbo Oppositivo-Provocatorio o DOP è una delle condizioni psicologiche più frequenti in età evolutiva e rappresenta una sfida significativa per famiglie, insegnanti e contesti educativi. Spesso i genitori di questi bambini descrivono una quotidianità fatta di discussioni ricorrenti, opposizione costante, irritabilità e reazioni provocatorie che sembrano nascere dal nulla ma che possono essere molto difficili da gestire. Secondo il DSM-5-TR (APA, 2022), il DOP si caratterizza per un pattern persistente di umore collerico/irritabile, comportamento polemico e provocatorio, e atteggiamenti vendicativi. Questi comportamenti devono, però, essere presenti per almeno sei mesi e interferire con il funzionamento sociale, scolastico o familiare del bambino per poter parlare di DOP.

In un’ottica sistemico-relazionale, il DOP non è considerato un tratto “intrinseco” del bambino, ma un suo modo di funzionare che si costruisce nelle relazioni che il bambino vive e all’interno di specifiche dinamiche familiari, nelle quali ha un senso. La domanda da porsi, quindi, non è: “Che problema ha il bambino?” bensì “Quale funzione hanno questi comportamenti nel sistema in cui vive?” Il comportamento oppositivo, infatti, può rappresentare un tentativo di affermare autonomia, di chiedere attenzione, di reagire a un clima incoerente o stressante, o ancora di esprimere difficoltà emotive che non trovano altre strade di comunicazione.

La ricerca scientifica più recente ci offre indicazioni interessanti su questo disturbo. Un’analisi a rete dei sintomi del DOP condotta da Gómez e colleghi (2022) mostra che alcuni sintomi sono particolarmente centrali: tra questi risultano irritabilità, frequente litigiosità e tendenza a rifiutare le regole e le norme. Ciò significa che intervenire sui nodi relazionali può avere un impatto più ampio sull’intero funzionamento del bambino. Parallelamente, uno studio longitudinale di Racz e collaboratori (2022) evidenzia che non tutti i bambini con DOP seguono la stessa traiettoria: esistono, infatti, diversi profili, alcuni dei quali possono evolvere verso psicopatologie più complesse in adolescenza. Ciò sottolinea l’importanza di riconoscere precocemente i comportamenti oppositivi e di intervenire a livello familiare, emotivo e scolastico il prima possibile, affinché certi comportamenti non si cronicizzino.

Una revisione clinica recente (Lopez et al., 2024) sottolinea, inoltre, come il DOP sia spesso associato ad altre difficoltà emotive, quali ansia, disregolazione emotiva, disturbi dell’attenzione, e come, per ottenere un intervento efficace, si debba tenera in adeguata considerazione l’intero contesto di vita del bambino.

Consigli Educativi per i Genitori: una prospettiva relazionale

Ecco alcune indicazioni utili per sostenere i bambini con DOP e le loro famiglie durante lo sviluppo:

1. Stabilire regole semplici e coerenti: sembra banale, ma la coerenza aiuta a ridurre l’oppositività dei bambini. Meglio dare poche regole, chiare e condivise, piuttosto che molte norme confuse o difficili da mantenere.

2. Dare più valore alle interazioni positive che a quelle correttive: riconoscere i piccoli comportamenti collaborativi è molto più efficace del rimprovero costante, che finisce per esacerbare la rabbia del bambino.

3. Evitare le escalation: le lotte di potere sono controproducenti perché alimentano il circolo oppositivo. È importante, quindi, imparare a “scegliere le battaglie” e usare toni fermi ma calmi quando si desidera essere obbediti.

4. Favorire l’espressione delle emozioni: un bambino che non è in grado di nominare frustrazione, tristezza o ingiustizia tende a esprimerle in modo oppositivo, perciò, il compito dell’adulto è aiutarlo a riconoscere ciò che prova e a “dare parola” alle sue esperienze.

5. Creare routine prevedibili: la prevedibilità ha un effetto calmante; una struttura quotidiana stabile riduce l’irritabilità e aumenta la sicurezza interna del bambino.

6. Lavorare con l’intero sistema familiare: i modelli comunicativi, le alleanze generazionali e il clima relazionale hanno un ruolo chiave; la terapia familiare sistemica può aiutare a riorganizzare le dinamiche che mantengono il conflitto e, dunque, favorire la de-escalation.

7. Collaborare con la scuola: un progetto educativo condiviso fra famiglia, terapeuta e insegnanti aumenta la coerenza dei sistemi educativi e sostiene il bambino in tutti i contesti importanti

Bibliografia di riferimento:

American Psychiatric Association. (2022). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed., text rev.; DSM-5-TR). American Psychiatric Association Publishing.

Gómez, R., Stavropoulos, V., Gómez, A., Vance, A., Griffiths, M. D., & Stavropoulos, A. (2022). Network analyses of Oppositional Defiant Disorder (ODD) symptoms in children. BMC Psychiatry, 22, 263. https://doi.org/10.1186/s12888-022-03892-5. 

Racz, S. J., McMahon, R. J., Gudmundsen, G., McCauley, E., & Vander Stoep, A. (2022). Latent classes of oppositional defiant disorder in adolescence and prediction to later psychopathology. Development and Psychopathology, 35(2), 730–748. https://doi.org/10.1017/S0954579421001875. 

Lopez, J. D., Daniels, W., & Joshi, S. V. (2024). Oppositional defiant disorder: Clinical considerations and when to worry. Pediatrics in Review, 45(3), 132–142. https://doi.org/10.1542/pir.2022-005922. 

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