L’arrivo dell’adolescenza, tra dipendenza e autonomia

Verso i dodici anni, le trasformazioni fisiche e comportamentali annunciano l’adolescenza e i primi segni di una meravigliosa metamorfosi. Quest’immagine poetica restituisce la delicatezza e il valore del momento: il primo grande cambiamento del preadolescente è proprio “un corpo che cambia”. Anche quando i ragazzi sono preparati in teoria, vedere il proprio corpo trasformarsi può generare disagio e difficoltà. L’innestarsi dell’adolescenza, infatti, dà avvio a una fase di incertezza, in cui i cambiamenti possono essere percepiti in modo distorto, perché l’individuo oscilla tra l’idea di un corpo troppo grande e quella di un corpo troppo piccolo. Sebbene il percorso adolescenziale vari da persona a persona, alcune coordinate accomunano l’evoluzione interiore: ciascuno affronta trasformazioni e ostacoli con le proprie risorse genetiche, ambientali, affettive, relazionali e intellettuali. Per tutti, l’avvicinarsi della pubertà rappresenta, quindi, un evento psicologico di grande rilievo.

Mentre lo sviluppo fisico accelera, le rapide trasformazioni fisiche, che iniziano ora e proseguono nel tempo, possono essere ben accolte oppure subite con ansia e preoccupazione. Le prime mestruazioni, le prime eiaculazioni e i caratteri sessuali secondari che si fanno più evidenti possono apparire alla ragazza e al ragazzo in crescita estranei e incontrollabili, suscitando paura, timidezza, chiusura sociale e forte preoccupazione. Perdere il corpo infantile, infatti, “significa perdere la sicurezza di un corpo che si è imparato a conoscere” negli anni. Reazioni adulte poco sensibili al disagio dell’adolescente e alle sue perplessità possono complicare il passaggio dalla dipendenza dell’infanzia all’autonomia dell’età adulta. In questa fase dell’esistenza, l’individuo desidera la propria indipendenza dalla famiglia d’origine, ma non è ancora pronto a essere del tutto autonomo: rifiuta, quindi, le interferenze dei genitori con comportamenti anche eclatanti, pur continuando, di fatto, a cercarne l’attenzione e l’approvazione.

Il rapporto con i genitori può diventare, quindi, più difficile, soprattutto con la madre, spesso percepita come un ostacolo al bisogno di separazione. Per sostenere il figlio verso l’indipendenza è utile, dunque, mostrargli fiducia, permettergli di sperimentarsi in un ambiente protetto e accompagnarlo nella crescita senza abbandonarlo a sé stesso.

Nel suo libro Il terzo genitore (2016), Anna Oliviero Ferraris propone alcuni spunti di riflessione utili per i genitori di un preadolescente:

  1. tra i 10 e i 12 anni nel bambino cresce il bisogno di spazi personali e di intimità. È importante riconoscere questa necessità e cercare di rispondere adeguatamente.
  2. Il preadolescente cerca anche maggior autonomia negli spostamenti fuori dalla casa familiare: in condizioni sicure, favorire gli spostamenti autonomi di giorno rafforza il benessere e mostra che si ha fiducia nelle sue capacità.
  1. Nello stesso tempo il preadolescente comincia a voler gestire autonomamente abbigliamento, trucco e acconciatura. Queste libertà vanno assecondate nei limiti del possibile.
  2. È importante conoscere le attività e le frequentazioni del proprio figlio, anche nel mondo virtuale, perché aiuta a comprenderne il contesto e a prevenire possibili rischi.
  3. Lasciar amministrare piccole somme di denaro favorisce lo sviluppo dell’autonomia e il senso di responsabilità, entro limiti chiari e con la necessaria supervisione.
  1. A quest’età i ragazzi devono poter organizzare in autonomia lo studio, il materiale scolastico e le tempistiche per la preparazione di verifiche e interrogazioni. I genitori possono suggerire e supervisionare, senza, però, sostituirsi a loro.
  2. Non raccontare tutto ai genitori è normale in adolescenza. Le omissioni e qualche piccola menzogna vanno comprese con attenzione; il diario personale, che è uno spazio di riflessione ma anche di definizione dei confini familiari, deve essere rispettato.
  3. Coinvolgere i figli adolescenti nelle decisioni familiari su viaggi, vacanze e altre scelte importanti comunica che il loro punto di vista è ascoltato.
  1. I progetti indirizzano le energie verso un obiettivo: comprendere le aspirazioni del ragazzo e della ragazza nonché sostenerne le scelte significa comunicargli che abbiamo fiducia nelle sue capacità.

Risulta fondamentale che la famiglia continui a essere supportiva nei confronti del preadolescente e dell’adolescente in cerca del loro posto nel mondo; se i conflitti si fanno troppo accesi o di difficile gestione, oppure se il disagio del giovane e/o della coppia genitoriale conduce a sofferenza, è opportuno rivolgersi a un professionista del benessere psicologico.

Bibliografia:

Oliverio Ferraris, A. (2016). Il terzo genitore: Vivere con i figli dell’altro. Raffaello Cortina Editore.

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