ADHD e situazioni di emergenza: perché alcune persone sembrano funzionare meglio sotto pressione?
«Nella vita di tutti i giorni mi posso dimenticare le chiavi di casa o dell’auto, rimando spesso le scadenze e faccio tanta fatica a iniziare un’attività… Ma se succede qualcosa di grave, tutti si rivolgono a me perché resto lucido.»
Chi lavora con gli adulti con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) ascolta di frequente racconti simili, non è raro, infatti, che alcune persone descrivano una sorprendente capacità di mantenere la calma e di agire con efficacia quando si verifica un’emergenza, cioè, quando spesso le persone intorno a loro vanno nel panico o non sanno cosa fare, mentre, al contrario, confessano di riscontrare più o meno grandi difficoltà nella gestione delle attività ordinarie e ripetitive. Si può dire, allora, che si tratta di una caratteristica realmente associata all’ADHD oppure è soltanto una semplice impressione?
La risposta, come spesso accade in psicologia, è più complessa di un sì o di un no. A oggi, la ricerca scientifica non consente di affermare che le persone con ADHD siano, in generale, più brave a gestire le emergenze dei normotipici. Esistono, tuttavia, alcuni modelli teorici che ci aiutano a comprendere perché alcune delle persone con ADHD riferiscano questo tipo di esperienze. Uno dei più noti è il cosiddetto Cognitive-Energetic Model, secondo il quale il nostro funzionamento cognitivo dipende anche dal livello di attivazione fisiologica, o arousal. Nelle persone con ADHD, questo livello può risultare non ottimale durante le attività monotone, poco stimolanti o prive di ricompense immediate; al contrario, una situazione con caratteristiche di urgenza, nuova oppure emotivamente intensa può aumentare rapidamente l’attivazione dell’organismo, cosa che favorisce temporaneamente l’attenzione e il coinvolgimento. Anche altri modelli teorici hanno messo in evidenza come, nell’ADHD, il problema non riguardi tanto la capacità di prestare attenzione, quanto proprio la difficoltà nel regolarla in funzione delle richieste specifiche dell’ambiente. Per esempio, Russell Barkley (2018) ha descritto l’ADHD come un disturbo delle funzioni esecutive e dell’autoregolazione, mentre Edmund Sonuga-Barke (2005) ha proposto il modello della dual pathway, che evidenzia il ruolo della motivazione e della sensibilità alle ricompense immediate.
Un’emergenza, quindi, possiede proprio quelle caratteristiche che tendono a catturare fortemente l’attenzione: è inattesa, quindi extra routine; è imprevedibile e richiede una risposta immediata; inoltre, fornisce un obiettivo chiaro e genera un feedback continuo sulle proprie azioni. In altre parole, è una situazione altamente saliente, perciò molto difficile da ignorare. Dal punto di vista neurobiologico, inoltre, gli eventi acuti determinano un aumento del rilascio di catecolamine, in particolare di adrenalina e noradrenalina. Questi neurotrasmettitori contribuiscono a modulare l’attenzione, la vigilanza e anche alcuni aspetti del controllo cognitivo. È plausibile, dunque, che, in alcune persone con ADHD, questo temporaneo incremento dell’attivazione favorisca prestazioni migliori rispetto a quelle osservate nelle attività quotidiane che sono, di fatto, meno stimolanti. Resta, comunque, importante evitare conclusioni semplicistiche e non scientificamente fondate: non esistono prove che dimostrino che l’ADHD renda automaticamente persone più efficaci durante le emergenze. Le situazioni critiche richiedono infatti molte abilità diverse: capacità di mantenere l’attenzione, ma anche di controllare i propri impulsi, prendere delle decisioni rapide e accurate sulla base di poche informazioni disponibili, essere in grado di valutare i rischi. Alcune di queste funzioni, in effetti, possono beneficiare dell’elevata attivazione del momento; altre, invece, possono continuare a rappresentare un punto di fragilità. La variabilità individuale è probabilmente il dato più importante da tenere in considerazione, infatti, alcune persone sperimentano, al contrario, un aumento della disorganizzazione o dell’impulsività. Anche la presenza di eventuali disturbi d’ansia in comorbilità, il trattamento farmacologico, l’esperienza maturata e il tipo di situazione affrontata possono influenzare significativamente la risposta nelle situazioni critiche.
Non sorprende che alcune professioni caratterizzate da elevata stimolazione, come i servizi di emergenza, il soccorso o alcuni contesti sanitari, abbiano attirato l’interesse dei ricercatori al riguardo. Alcuni studi hanno osservato una presenza relativamente elevata di tratti ADHD negli individui che fanno parte di determinati gruppi professionali, ma questi dati non dimostrano un rapporto causale né autorizzano a concludere che l’ADHD rappresenti un concreto vantaggio operativo in questi contesi. In definitiva, il fenomeno raccontato da molte persone con ADHD merita attenzione perché trova una plausibile spiegazione nei modelli attuali sul funzionamento dell’attenzione e della motivazione. Tuttavia, la ricerca invita alla prudenza: più che parlare di una maggiore abilità nelle emergenze, è probabilmente più corretto affermare che alcune condizioni caratterizzate da elevata urgenza e coinvolgimento emotivo possono, in alcune persone, favorire temporaneamente un funzionamento cognitivo più efficace rispetto alle attività routinarie.
Comprendere questa dinamica aiuta anche a superare uno dei luoghi comuni più diffusi sull’ADHD: la difficoltà di queste persone riguarda più la modulazione dell’attenzione che l’effettiva capacità di concentrarsi.
Bibliografia
Arnsten, A. F. T. (2009). Stress signalling pathways that impair prefrontal cortex structure and function. Nature Reviews Neuroscience, 10(6), 410–422. https://doi.org/10.1038/nrn2648.
Barkley, R. A. (2018). Attention-deficit hyperactivity disorder: A handbook for diagnosis and treatment (4th ed.). Guilford Press.
Sergeant, J. A. (2000). The cognitive-energetic model: An empirical approach to attention-deficit/hyperactivity disorder. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 24(1), 7–12. https://doi.org/10.1016/S0149-7634(99)00060-3.
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