ADHD nei ragazzi e nelle ragazze: le differenze che è importante conoscere
Per molti anni l’ADHD è stato considerato un disturbo prevalentemente maschile; oggi la ricerca scientifica ci mostra una realtà molto più complessa: ragazzi e ragazze possono presentare sintomi diversi, e queste differenze possono influenzare significativamente il riconoscimento del disturbo e l’accesso a una diagnosi tempestiva.
Che cos’è l’ADHD?
Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da difficoltà persistenti relative all’attenzione, all’impulsività e/o all’iperattività che interferiscono con il funzionamento quotidiano dell’individuo. I sintomi possono comparire già nell’infanzia e accompagnare la persona anche nell’adolescenza e nell’età adulta. Vale la pena ricordare che l’’ADHD non è una conseguenza di scarso impegno, cattiva educazione o mancanza di volontà: è una diversa modalità di funzionamento del cervello, per la quale risultano più difficili alcuni processi come il controllo dell’attenzione, la regolazione delle emozioni, l’inibizione degli impulsi e l’organizzazione delle attività.
Perché si parla sempre più di differenze tra maschi e femmine?
Bisogna considerare che gli studi sull’ADHD sono stati condotti a lungo soprattutto su campioni composti da bambini maschi e questo ha contribuito a costruire un’immagine “tipica” del disturbo: il bambino molto vivace, impulsivo, che fatica a rimanere seduto e interrompe continuamente… di fatto, lasciando fuori altri tipi di manifestazione di questo disturbo. Negli ultimi anni numerose ricerche hanno, invece, evidenziato che questa rappresentazione non descrive tutte le persone con ADHD. In particolare, molte ragazze manifestano dei sintomi meno evidenti a livello comportamentale e più facilmente confondibili con dei tratti di personalità o con difficoltà di tipo emotivo. Tutto ciò ha portato al fatto che l’ADHD nelle ragazze viene ancora oggi riconosciuto più tardi rispetto ai ragazzi, anche quando le difficoltà sono presenti da molti anni.
Come si manifesta più frequentemente l’ADHD nei ragazzi?
Nei ragazzi risultano spesso più evidenti i sintomi cosiddetti esternalizzanti, cioè tutti quei comportamenti che attirano facilmente l’attenzione degli adulti. Per esempio, possono essere presenti:
- marcata irrequietezza motoria;
- difficoltà ad aspettare il proprio turno;
- impulsività nelle risposte e nelle azioni;
- frequenti interruzioni durante le conversazioni o le lezioni;
- comportamenti oppositivi o poco regolati;
- difficoltà a rispettare le regole nei contesti scolastici.
Questi comportamenti, che tendono a creare non pochi problemi in classe o nelle attività di gruppo, favoriscono una valutazione clinica precoce.
Come si manifesta più frequentemente l’ADHD nelle ragazze?
Nelle ragazze è più comune, al contrario, una manifestazione caratterizzata prevalentemente da disattenzione e distrazione. Le difficoltà spesso inclusono:
- frequenti distrazioni;
- dimenticanze;
- scarsa organizzazione;
- perdita del materiale scolastico;
- lentezza nell’esecuzione dei compiti;
- difficoltà a mantenere la concentrazione durante attività prolungate.
Molte ragazze con ADHD appaiono tranquille, educate e collaborative e proprio per questo motivo le loro difficoltà rischiano di passare inosservate; non è raro, infatti, che insegnanti e familiari interpretino questi comportamenti come semplice timidezza, insicurezza, scarso impegno o disorganizzazione.
Il fenomeno del “masking”: quando i sintomi vengono nascosti
Uno degli aspetti più studiati negli ultimi anni riguarda il cosiddetto masking, cioè la tendenza dell’individuo a mettere in atto strategie di compensazione per nascondere le proprie difficoltà. Alcune ragazze, per esempio, osservano attentamente il comportamento delle compagne, controllano continuamente ciò che devono fare, investono moltissime energie per apparire organizzate e cercano di evitare errori che possano metterle in difficoltà. Questa capacità di adattamento, che può anche essere efficace nel breve periodo, spesso comporta un notevole dispendio di energie psicologiche; pertanto, dietro un buon rendimento scolastico possono comunque nascondersi ansia, senso di inadeguatezza, affaticamento mentale e paura di non essere all’altezza.
L’adolescenza: quando le difficoltà diventano più evidenti
Con il passaggio alla scuola secondaria aumentano anche le richieste di autonomia, sia da parte della famiglia che della società in generale: è perciò necessario imparare a organizzare lo studio, a gestire svariate attività, così come occorre ricordare i numerosi impegni e affrontare delle relazioni sociali sempre più complesse. Non è difficile comprendere come per molti adolescenti con ADHD l’adolescenza finisca per rappresentare un momento davvero critico. È adesso che possono comparire:
- calo del rendimento scolastico;
- procrastinazione;
- difficoltà nella pianificazione;
- dimenticanze frequenti;
- maggiore instabilità emotiva;
- conflitti con i genitori;
- abbassamento dell’autostima.
Nelle ragazze, inoltre, la ricerca evidenzia una maggiore frequenza di disturbi d’ansia, sintomi depressivi, difficoltà nell’accettazione dell’immagine di sé e disregolazione emotiva. Può accadere che questi aspetti vengano trattati senza che sia prima riconosciuto il disturbo attentivo che ne rappresenta una parte importante.
Ma esistono davvero due tipi di ADHD per maschi e femmine?
La risposta è no: le differenze osservate dalla ricerca sono statistiche, non assolute, è bene ricordarlo sempre; infatti, esistono ragazzi che manifestano una marcata disattenzione e ragazze, al contrario, molto impulsive e iperattive. La valutazione clinica non può e non deve basarsi su degli stereotipi, ma deve, invece, considerare l’intera storia evolutiva del ragazzo e della ragazza, il suo funzionamento nei diversi contesti di vita e, soprattutto, l’impatto che i sintomi producono sul benessere della persona e dei suoi familiari.
Perché una diagnosi precoce è così importante?
Ricevere una valutazione accurata significa, prima di tutto, comprendere il significato delle difficoltà che il ragazzo o la ragazza sta vivendo; quindi, una diagnosi tempestiva ci permette di:
- ridurre il rischio di insuccesso scolastico;
- prevenire lo sviluppo di problemi emotivi secondari;
- migliorare l’autostima;
- favorire relazioni familiari più serene;
- individuare strategie efficaci di studio e organizzazione;
- costruire un intervento davvero su misura.
Il trattamento potrà comprendere interventi psicologici, psicoeducazione, parent training, un’attiva collaborazione con la scuola e con i contesti sportivi-ricreativi, quando indicato, una valutazione neuropsichiatrica per un’eventuale terapia farmacologica.
Nel mio studio e in collaborazione con Lo Schicco di Grano APS di cui sono Presidente, offro molte attività a sostegno delle persone con ADHD e delle loro famiglie.
Per informazioni o appuntamenti:
Riferimenti bibliografici:
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