Ancora sull’ADHD
… Eppure, è quieta e tranquilla, perché parlano di disturbo dell’attenzione? È soltanto persa nel suo mondo, ma non dà fastidio a nessuno: non interrompe le lezioni, non corre per la classe. Anche a casa se ne sta per conto proprio, con la testa chissà dove a inseguire le sue chimere. Certo, a scuola spesso non tiene dietro alle spiegazioni, ma non è affatto iperattiva o agitata.
L’ADHD è un disturbo complesso e con mille diverse sfaccettature. Posto dal DSM – 5 TR tra i disturbi del neurosviluppo, viene generalmente caratterizzato da un’alterazione nei livelli di disattenzione, disorganizzazione e/o iperattività-impulsività. La forte disattenzione verso l’esterno che l’individuo sperimenta comporta spesso la sua incapacità di portare a termine un compito specifico, poiché si è “perso per strada” informazioni salienti per il completamento dell’attività. L’iperattività motoria, l’irrequietezza e l’impulsività che spesso si manifestano con l’incapacità di rimanere seduti, l’intrusione nelle attività altrui e l’incapacità di rispettare i turni di parola non sono, però, sempre presenti.
Esiste, infatti, un sottotipo di ADHD “con disattenzione predominante”, in cui la componente di agitazione motoria non è presente. Questo sottotipo del disturbo è più difficile da diagnosticare perché il bambino non manifesta un comportamento diverso da quello della maggior parte dei suoi pari: siede tranquillo – sia a casa che in classe -, non “disturba” gli altri.
Può darsi che manifesti forte agitazione all’interruzione della routine quotidiana per un imprevisto o che presenti logorrea, ma spesso questa “sintomatologia” passa inosservata proprio perché tendenzialmente non comporta un “disturbo” nelle attività altrui. Spesso i bambini con ADHD senza iperattività motoria appaiono iperfocalizzati in qualcosa di loro interesse che li estrania dal contesto (“ha sempre la testa tra le nuvole”) e assorbe tutta la loro concentrazione.
Il fatto che non presentino agitazione motoria e irrequietezza fisica, però, non deve trarci in inganno: possono, infatti, avere la testa “piena di pensieri”, difficili da afferrare e che si susseguono a ritmo incalzante, provocando disagio e agitazione mentale. Possono anche mostrare difficoltà nella regolazione delle emozioni e nella pianificazione delle attività, perché “distratti” da mille altri pensieri. Può capitare che adulti con questo sottotipo di ADHD non sappiano di esserlo perché non diagnosticati durante l’infanzia o l’adolescenza. Questi adulti possono riscontrare difficoltà nel lavoro a causa della disorganizzazione e dell’affollamento di pensieri, nonché delle continue dimenticanze, inoltre, possono continuare ad avere difficoltà nell’autoregolazione delle proprie emozioni e nella gestione dell’imprevisto. Anche per gli individui con ADHD con disattenzione predominante può essere molto faticoso seguire alla lettera istruzioni e consegne, poiché l’attenzione non rimane a lungo sullo stesso stimolo. Anche la gestione del tempo può risultare difficoltosa e spesso questi individui vengono etichettati come “ritardatari cronici”.
Ancora una volta, però, è necessario sottolineare che l’ADHD non va confuso con la pigrizia, la svogliatezza o un’educazione trascurata da parte dei genitori. Gli adulti con ADHD spesso hanno difficoltà a mantenere relazioni sentimentali stabili e qualche volta vengono tacciati di “immaturità” (“non mi ascolti mai”; “non ti ricordi nulla di quello che ti ho detto”), ma le dimenticanze, così come la difficoltà a gestire le emozioni molto intense, sono un aspetto del disturbo e non un segnale di disinteresse nei confronti del partner. È importante, quindi, sottoporre il bambino a una valutazione, se si sospetta una difficoltà attentiva, perché le ricadute, sul piano sociale e relazionale anche in futuro possono essere significative e causare grande sofferenza. I genitori e gli insegnanti possono formarsi sull’ADHD tramite teacher trainings e parent trainings condotti da professionisti qualificati, in modo da poter sostenere il bambino nel corso del suo sviluppo con strategie educative adeguate e funzionali.
Il nuovo approccio dimensionale all’ADHD proposto dal DSM – 5 – TR, può essere utile per aiutare il clinico a cogliere le caratteristiche peculiari dell’individuo, che, spesso sfuggono alla completa sovrapposizione con la descrizione della categoria diagnostica. Inoltre, quest’approccio contribuisce a sfatare pregiudizi e stereotipi verso una condizione che è un “diverso modo di funzionare nel mondo”.
Nel mio studio, Studio Barbara Calcinai, via del Ponte di Mezzo 1, Firenze opera un’équipe accreditata dalla Regione Toscana per la valutazione e la diagnosi dei DSAp nei bambini, negli adolescenti e negli adulti.
In collaborazione con Lo Schicco di Grano APS offro attività e interventi di parent education; parent training; psicoeducazione sul disturbo; teacher training; gruppi per genitori; sessioni di fotobiomodulazione transcranica per il benessere generale.
Riferimento bibliografico
American Psychiatric Association, 2023, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – DSM-5-TR, Raffaello Cortina Editore.
Per informazioni:
studio@barbaracalcinai.it
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