DSA – Disturbi Specifici dell’Apprendimento: una panoramica

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento o (DSA) includono dislessia, disortografia, disgrafia e discalculiae concernono difficoltà legate alla lettura (dislessia), alla scrittura (disortografia e disgrafia) o al calcolo (discalculia), che però non hanno a che vedere con la disabilità intellettiva dell’individuo che le manifesta.

Il DSM5-TR inserisce i DSA tra i disturbi del neurosviluppo, quando le difficoltà più sopra riportate si manifestano da almeno sei mesi e interferiscono significativamente con l’apprendimento delle discipline scolastiche. Nel nostro Paese, la prevalenza stimata dei DSA è di circa il 5%, il che significa che una percentuale significativa di studenti è penalizzata nel proprio apprendimento e non potrebbe beneficiare pienamente di tutte le occasioni formative offerte dalla scuola se non attraverso interventi specifici. La Legge 170/2010 riconosce, quindi, i Disturbi dell’apprendimento e garantisce a tutti gli studenti il diritto allo studioattraverso l’erogazione di opportune misure compensative e dispensative nonché l’adozione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP), programmato dai docenti, dai genitori e dagli operatori sanitari insieme, nell’ottica di offrire allo studente un intervento il più possibile personalizzato ed efficace.

La diagnosi di un DSA può essere stilata da un’équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista, ma deve essere effettuata nei tempi consoni: dalla fine della seconda classe della scuola primaria per la dislessia, la disortografia e la disgrafia; mentre è opportuno aspettare il termine della terza classe per la diagnosi di discalculia. È consigliabile l’approfondimento valutativo dei processi attentivi, mnestici, esecutivi e linguistici, nonché delle competenze visuo-spaziali e di motricità fine dell’individuo. Attualmente, vengono esplorate attraverso ricerche internazionali, le possibili applicazioni della AI come tutor per gli studenti, anche di quelli con DSA o BES.

I DSA possono impattare fortemente a livello emotivo e motivazionale sull’individuo e su chi gli sta intorno: gli studenti possono soffrire, infatti, di ansia e depressione; anche il rischio di drop out scolastico è più elevato. Inoltre, i genitori degli studenti con DSA possono mostrare un livello di stress più elevato e livelli di autostima legati alla sfera genitoriale più bassi degli altri genitori. Si rivela, pertanto, necessario ricercare un supporto psicologico, oltre a quello educativo, per non dar vita a un circolo vizioso in cui frustrazione e demotivazione impediscono agli individui di apprendere in serenità (gli studenti) e di viversi la genitorialità con un’adeguata percezione di competenza (i genitori).

Tra le strategie didattiche che offrono risultati efficaci si elencano le mappe concettuali, i laboratori esperienziali, la peer education (peer tutoring e peer mentoring), la promozione della metacognizione e dell’autocontrollo. Strumenti compensativi e/o dispensativi sono previsti anche per lo studio a livello universitario: agli studenti con DSA, infatti, può essere concesso più tempo per affrontare le verifiche; è permesso l’utilizzo di mappe concettuali e l’ausilio di strumenti informatici a supporto del DSA, come l’utilizzo di una tastiera e di strumenti per l’ascolto del testo in caso di difficoltà di lettura.

Resta fondamentale per un sereno sviluppo psicofisico dell’individuo e per un proficuo apprendimento, che il clima familiare e quello scolastico restino distesi e che la famiglia e la scuola cooperino e collaborino il più strettamente e il più armoniosamente possibile. È anche importante che il gruppo–classe non isoli i bambini con DSA, ma, anzi, sia sempre motivato all’apprendimento collaborativo e attivo, in cui ciascun studente contribuisce con le proprie risorse, abilità e intuizioni. A tal proposito, può risultare utile incentivare il “pensiero divergente” degli studenti e l’utilizzo della loro immaginazione, ai fini della costruzione di un pensiero originale e critico anche in ambito scolastico. La scuola deve, allora, tornare a essere il fulcro dell’ambito educativo in senso lato, inteso come luogo dello sviluppo a tutto tondo dell’individuo: non soltanto luogo in cui si apprendono nozioni utili ai fini di un futuro ruolo lavorativo, ma luogo di sviluppo culturale e valoriale della persona in crescita; luogo in cui s’imparano i valori della correttezza, della collaborazione, dell’onestà intellettuale e della propria indipendenza di pensiero.


Nel mio Studio, Studio Barbara Calcinai a Firenze, lavora un’équipe multidisciplinare accreditata dalla Regione Toscana per la valutazione e la diagnosi dei DSAp.

In collaborazione con Lo Schicco di Grano APS di cui sono Presidente, offro percorsi di tutoraggio e supporto allo studio a bambini e adolescenti con DSA e BES. Possibilità di training anche per gli insegnanti.

Come psicoterapeuta a indirizzo sistemico-familiare, lavoro con individui, coppie e famiglie per il ripristino di un equilibrio funzionale.


Riferimenti:

Per informazioni:

studio@barbaracalcinai.it