EMDR e malattia oncologica: una risorsa per elaborare il trauma della diagnosi e delle cure

Ricevere una diagnosi di tumore rappresenta spesso uno degli eventi più sconvolgenti che una persona possa sperimentare nel corso della propria vita; oltre alle drammatiche implicazioni fisiche che la malattia e alcuni trattamenti comportano, molti pazienti si trovano ad affrontare anche un intenso carico emotivo caratterizzato da paura, senso di vulnerabilità, incertezza e sensazione di perdita di controllo. Per chi riceve una diagnosi di tumore, infatti, è come se il mondo rassicurante che conosce cambiasse all’improvviso volto, trasformandosi in un luogo insicuro e allarmante. Nel corso degli ultimi anni la psico-oncologia ha dedicato una crescente attenzione alle conseguenze psicologiche dell’esperienza oncologica, che possono rivelarsi anche molto destabilizzanti. Sebbene l’ansia e i disturbi dell’umore siano le manifestazioni più frequenti, non è raro che la diagnosi (soprattutto se infausta), gli interventi chirurgici, le terapie invasive o il terrore di una recidiva possano assumere vere e proprie caratteristiche traumatiche, dando origine a dei sintomi che possono essere riconducibili al Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD). Una delle metodologie psicoterapeutiche che sta suscitando, infatti, un forte interesse è l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), proprio perché è un approccio riconosciuto a livello internazionale per il trattamento dei traumi psicologici.

Se il cancro diventa un evento traumatico

Il trauma viene solitamente associato a eventi inattesi come gravi incidenti stradali, catastrofi naturali, aggressioni o omicidi, ma in realtà anche una malattia grave, invalidante e potenzialmente infausta può essere vissuta come un’esperienza traumatica dall’individuo che ne è affetto. La comunicazione della diagnosi, il senso di minaccia alla propria sopravvivenza, i ricoveri, gli esami invasivi o dolorosi e gli effetti collaterali di alcune terapie possono lasciare tracce profonde nella memoria emotiva del paziente. Alcune persone, infatti, riferiscono di essere soggette a immagini intrusive, incubi, ipervigilanza, evitamento dei controlli medici o intensa ansia in occasione dei follow-up sanitari e purtroppo questi sintomi possono persistere anche dopo la conclusione delle cure, finendo per interferire con la qualità della vita quotidiana e con il percorso di adattamento alla malattia che il paziente cerca di attuare per ritrovare un equilibrio.

Che cos’è l’EMDR

L’EMDR è un tipo di psicoterapia sviluppato da Francine Shapiro alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso; questo metodo si basa sull’ipotesi che alcuni eventi particolarmente stressanti possano rimanere “bloccati” nei sistemi di elaborazione delle informazioni del cervello, impedendone l’elaborazione e quindi la ripresa di una vita quotidiana serena. Attraverso alcune specifiche procedure, che includono la stimolazione bilaterale alternata (movimenti oculari, tapping o stimolazioni acustiche), il paziente viene, quindi, aiutato a rielaborare i ricordi disturbanti, in modo da ridurne sensibilmente l’impatto emotivo e da favorire un’integrazione più adattiva dell’esperienza traumatica vissuta. L’OMS e numerose linee guida internazionali riconoscono l’EMDR come un trattamento efficace per il PTSD.

La ricerca nei pazienti oncologici

Le evidenze scientifiche sull’utilizzo dell’EMDR in oncologia sono ancora in fase di sviluppo, dunque preliminari, ma i risultati a oggi disponibili appaiono incoraggianti. Una revisione sistematica pubblicata nel 2021(Portigliatti Pomeri et al., 2021) ha analizzato tutti gli studi disponibili fino a quel momento, individuando sette ricerche condotte su pazienti oncologici. Nel complesso, gli autori hanno osservato una riduzione significativa del distress psicologico, dei sintomi post-traumatici, dell’ansia e dei disturbi dell’umore dopo il trattamento EMDR. Tuttavia, sono gli stessi ricercatori a sottolineare che il numero degli studi è ancora limitato e che la qualità metodologica stessa delle ricerche non consente di trarre conclusioni definitive. Molto interessante è anche uno studio pilota che ha confrontato l’EMDR con la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) in pazienti oncologici con sintomi post-traumatici. I risultati dello studio hanno mostrato una maggior riduzione dei sintomi di PTSD nel gruppo trattato con EMDR, mentre l’ansia e la depressione miglioravano in entrambi i gruppi. Altri studi preliminari suggeriscono che possono esserci degli effetti positivi anche sulla sofferenza soggettiva associata al dolore oncologico e sul benessere emotivo generale dei pazienti, sebbene siano necessari ulteriori trial controllati per confermare questi risultati.

Quali aspetti possono essere trattati

Nella pratica clinica, l’EMDR può essere utilizzato per lavorare su diversi elementi dell’esperienza oncologica:

  1. il trauma della diagnosi;
  2. i ricordi negativamente connotati, legati a ricoveri o procedure mediche;
  3. la paura delle recidive;
  4. l’ansia anticipatoria rispetto ai controlli e agli esami da effettuare;
  5. le immagini intrusive e i pensieri catastrofici;
  6. i sentimenti di impotenza e la perdita di sicurezza;
  7. le conseguenze psicologiche delle cure e delle modificazioni corporee.

L’obiettivo dell’utilizzo dell’EMDR con questi pazienti è attenuare il peso emotivo di una malattia devastante, permettendo alla persona di integrarlo nella propria storia di vita senza esserne costantemente sopraffatta.

Una prospettiva promettente, ma da approfondire

A oggi l’EMDR rappresenta una delle possibili risorse psicoterapeutiche per i pazienti oncologici che manifestano sintomi traumatici o elevato distress emotivo dovuto alla diagnosi o alla prognosi della patologia, ma la comunità scientifica concorda sulla necessità di studi più ampi e rigorosi che tengano conto delle variabili legate all’età e al tipo di tumore. In attesa di evidenze scientifiche definitive, l’EMDR può essere intanto considerato un intervento integrabile all’interno di un percorso di psico-oncologia personalizzato, nel quale l’attenzione alla sofferenza emotiva assume un ruolo fondamentale accanto alle cure mediche.

Riferimenti bibliografici:

Capezzani, L., Ostacoli, L., Cavallo, M., Carletto, S., Fernandez, I., Solomon, R., Pagani, M., & Cantelmi, T. (2013). EMDR and CBT for Cancer Patients: Comparative Study of Effects on PTSD, Anxiety, and Depression. Journal of EMDR Practice and Research, 7(3), 134–143. DOI: 10.1891/1933-3196.7.3.134.

Portigliatti Pomeri, A., La Salvia, A., Carletto, S., Oliva, F., & Ostacoli, L. (2021). EMDR in Cancer Patients: A Systematic Review. Frontiers in Psychology, 11, 590204. DOI: 10.3389/fpsyg.2020.590204. 

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