I giovani adulti e lo svincolo familiare: diventare grandi senza tagliare i legami

Diventare adulti è qualcosa di molto più complesso che lasciare la casa dei genitori in cui si è cresciuti. Lo svincolo familiare, infatti, è un processo ampio, che riguarda il modo in cui un giovane costruisce progressivamente la propria autonomia (economica, affettiva e cognitiva) mantenendo però, allo stesso tempo, una relazione significativa con la sua famiglia d’origine. Nella prospettiva sistemico-familiare la crescita e lo sviluppo dei figli riguarda anche tutta la famiglia, che è chiamata a modificare i propri equilibri, le proprie aspettative e le proprie modalità di relazione e di comunicazione quando il figlio diventa grande; per tale motivo, lo svincolo può essere pensato come una ridefinizione del legame familiare, piuttosto che come una separazione.

La ricerca contemporanea sull’emerging adulthood mostra quanto questo passaggio dall’adolescenza alla prima età adulta possa rivelarsi articolato; questa transizione comprende, infatti, tutta una serie di cambiamenti (nello studio, nel lavoro, nelle relazioni affettive, nell’identità e nelle condizioni abitative) che non avvengono necessariamente nello stesso momento e che, dunque, possono rendere la fase dello svincolo anche piuttosto lunga. L’uscita dalla casa dei genitori, che spesso è tanto agognata durante la fase dell’adolescenza perché sentita come sinonimo di completa libertà individuale, non segue un percorso uguale per tutti. In Italia, in particolare, le condizioni del mercato del lavoro e la vulnerabilità economica delle classi sociali più svantaggiate impattano fortemente nel determinare i tempi e le modalità dell’uscita dalla famiglia d’origine dei giovani adulti (Meggiolaro & Ongaro, 2024): questo significa che continuare a vivere con i propri genitori durante la giovane età adulta non può essere considerato, di per sé, un indice di mancata autonomia. Le scelte abitative sono influenzate, infatti, dalle risorse economiche personali e familiari, dalle opportunità lavorative nonché dalle condizioni sociali. Lo studio di Meggiolaro e Ongaro (2024), dedicato alle diverse coorti di giovani italiani, mostra come proprio la situazione lavorativa contribuisca a delineare percorsi differenti di uscita dalla casa dei genitori nel nostro Paese.

Ma l’autonomia autentica non coincide tout court con l’indipendenza economica o abitativa del giovane adulto: è, infatti, possibile vivere fuori casa ma continuare a dipendere fortemente dai genitori nelle decisioni importanti da prendere, nelle scelte affettive o nella gestione delle difficoltà. Allo stesso modo, è possibile vivere ancora in famiglia e avere sviluppato, invece, una buona capacità di assumersi le proprie responsabilità personali.

È importante tener presente che lo svincolo dalla propria famiglia d’origine riguarda anche la dimensione emotiva e relazionale. Un recente studio condotto su oltre 14.000 adolescenti e giovani adulti ha evidenziato che l’indipendenza psicologica dai propri genitori si sviluppa attraverso un buon equilibrio tra separazione emotiva e fiducia nei genitori (Sugimura et al., 2023). Questo dato risulta piuttosto interessante perché mette in discussione l’idea secondo cui, per diventare autonomi, sarebbe necessario prendere le distanze affettivamente dalla propria famiglia. In realtà, separarsi, infatti, non significa smettere di avere bisogno degli altri, quanto, invece, riuscire a riconoscere la propria differenza; poter formulare desideri e opinioni personali e assumere decisioni senza che il legame con i genitori debba essere continuamente messo in discussione.

Nello studio di Sugimura e colleghi (2023), il profilo caratterizzato da una combinazione di maggiore indipendenza e fiducia nei genitori risultava associato, nei diversi gruppi di età considerati, a livelli più elevati di integrazione dell’identità e di soddisfazione di vita. Si può, dunque, affermare che l’autonomia è il raggiungimento di una capacità di differenziarsi pur rimanendo in relazione. Il processo di autonomizzazione di un figlio riguarda anche i genitori, che devono necessariamente trovare una nuova posizione.

Se durante l’infanzia e l’adolescenza, prendersi cura di un figlio significa in larga misura proteggerlo, guidarlo e stabilire limiti, regole e confini, con la crescita del figlio le stesse modalità devono essere trasformate. Il genitore può continuare a rimanere una figura importante e di supporto senza dover conoscere ogni dettaglio della vita del proprio figlio, senza sentirsi in dovere di risolvere tutti i suoi problemi e senza cercare di anticipare ogni sua possibile difficoltà. Per il giovane adulto, parallelamente, diventare autonomo vuol dire anche imparare a tollerare l’incertezza e concedersi la possibilità di sbagliare “con la propria testa”. A volte la difficoltà dello svincolo nasce proprio dalla paura delle conseguenze: per esempio, deludere i genitori, perderne l’approvazione, commettere errori o rinunciare alla sicurezza che la famiglia d’origine rappresenta, altre volte, invece, sono i genitori a vivere con fatica il cambiamento, soprattutto quando l’autonomia del figlio viene inconsapevolmente associata a una perdita del proprio ruolo.

In una prospettiva sistemica è importante osservare queste dinamiche senza cercare immediatamente un “colpevole”: le difficoltà legate allo svincolo possono, infatti, mantenersi attraverso una sequenza relazionale: il giovane si sente insicuro e chiede aiuto; il genitore interviene per proteggerlo; il giovane ha meno occasioni per sperimentare le proprie capacità; il genitore, vedendolo ancora incerto, continua a intervenire, ecc. Interrompere questo circolo vizioso è necessario per trasformare il sostegno familiare in modo adattivo e funzionale.

L’obiettivo non è raggiungere una distanza assoluta dalla propria famiglia, ma trasformare le relazioni al suo interno, in modo che sia possibile sentirsi appartenenti ma, contemporaneamente, autonomi.

Bibliografia di riferimento

Ferraretto, V., Vitali, A., & Billari, F. C. (2024). Leaving the parental home during the COVID-19 pandemic: The case of Southern Europe. Advances in Life Course Research, 59, 100594. https://doi.org/10.1016/j.alcr.2024.100594

Meggiolaro, S., & Ongaro, F. (2024). Leaving home across the recent cohorts in Italy: Does economic vulnerability due to labour market status matter? Genus, 80, 3. https://doi.org/10.1186/s41118-024-00213-4

Sugimura, K., Hihara, S., Hatano, K., Nakama, R., Saiga, S., & Tsuzuki, M. (2023). Profiles of emotional separation and parental trust from adolescence to emerging adulthood: Age differences and associations with identity and life satisfaction. Journal of Youth and Adolescence, 52(3), 475–489. https://doi.org/10.1007/s10964-022-01716-z

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