Il Segreto e la famiglia: il potere del “non detto”
All’interno di ogni famiglia esistono valori, narrazioni condivise, ricordi, regole esplicite e implicite ma, anche, segreti. Alcuni di essi appaiono innocui, quasi divertenti – come il misterioso Babbo Natale che ogni anno elargisce doni e dolci ai membri più piccoli del nucleo familiare; la “fatina dei denti” ecc. – ma altri si rivelano ben più profondi, emotivamente connotati, e in grado di influenzare in modo significativo il benessere psicoemotivo di chi fa parte di quel contesto familiare.
Il segreto familiare può essere definito come una verità taciuta intenzionalmente, custodita da uno o più membri e tenuta accuratamente nascosta ad altri membri che sono parte dello stesso nucleo familiare. Esso può riguardare eventi traumatici avvenuti in passato (un abuso, un lutto, un aborto, una malattia mentale, un figlio non riconosciuto, un tracollo economico) oppure scelte di vita considerate “scandalose” o fortemente dissonanti nei confronti del codice morale della famiglia, o, infine, realtà scomode che si preferisce non affrontare apertamente. La forte criticità dei segreti familiari non sta soltanto nel loro contenuto – che può anche essere drammatico -, ma nel loro impatto relazionale e psicologico: infatti, quando qualcosa viene nascosto sistematicamente “nascosto sotto il tappeto”, si viene a creare un vuoto comunicativo, una fitta zona d’ombra che può generare disagio, ansia e senso di esclusione, anche senza che il segreto venga mai svelato apertamente.
Specialmente i bambini sono in genere estremamente sensibili al non detto che aleggia in famiglia. Anche quando sono troppo piccoli per comprendere a livello razionale cosa sta accadendo, sono in grado di percepire le tensioni che aleggiano nell’aria, i silenzi innaturali e imbarazzati, i bruschi cambi di argomento; gli sbalzi d’umore degli adulti di riferimento. Questo clima in cui aleggia un mistero sul quale non si possono chiedere informazioni e chiarimenti può generare confusione, insicurezza, difficoltà nell’elaborare la realtà e, sul lungo periodo, condizionare la formazione dell’identità e delle relazioni future dei membri più giovani della famiglia.
Può capitare che i segreti si trasmettano inconsciamente di generazione in generazione: questo avviene più di frequente quando gli eventi dolorosi di cui è vietato parlare vengono rimossi o minimizzati, senza essere mai realmente elaborati. In questi casi, le generazioni successive possono vivere stati di malessere apparentemente “senza causa”: ansia, difficoltà relazionali, sintomi psicosomatici, vissuti di colpa o vergogna non riconducibili a esperienze personali dirette e, dunque, incomprensibili.
Il concetto di “lealtà familiare invisibile”, elaborato dall’approccio sistemico-relazionale, ben descrive questo fenomeno: è come se un membro della famiglia sentisse inconsciamente il dovere di proteggere il sistema familiare mantenendo il segreto, anche a costo del proprio benessere. D’altra parte, chi custodisce il segreto può sentirsi lacerato tra il bisogno di proteggere qualcuno all’interno del sistema familiare e il peso opprimente di non poter condividere con nessuno ciò che sa e, dunque, di portare da solo il fardello della responsabilità. Chi è escluso dal segreto può trovarsi a vivere in una sorta di “doppia verità”: da una parte c’è la realtà ufficiale, fatta di mezze parole e allusioni, dall’altra una realtà percepita, diversa, ma mai confermata. Questa ambivalenza può minare la fiducia dell’individuo e rendergli difficile costruire relazioni autentiche. Il segreto può, così, diventare una forma di comunicazione paradossale, in cui ciò che non viene detto comunica più intensamente di ciò che si dice apertamente: “spinge” per venire a galla anche se perennemente negato. Le emozioni, infatti, al contrario delle parole, vengono trasmesse attraverso comportamenti, silenzi, sguardi. Veicolano allusioni che non trovano mai un’effettiva elaborazione.
Quando un segreto ha generato e continua a generare sofferenza, disagio, tensioni o disfunzionalità nelle relazioni familiari, la psicoterapia sistemico – familiare può rappresentare un’opportunità preziosa per trovare un nuovo modo di comunicare: Non si tratta semplicemente di “svelare” finalmente il segreto, ma, piuttosto, di creare uno spazio e un tempo protetti in cui i membri della famiglia possano raccontarsi, ascoltarsi davvero e cominciare a comprendere i significati dietro ai silenzi. Attraverso il dialogo guidato da un professionista del benessere psicoemotivo, è possibile ricostruire insieme la storia familiare, dare senso ai vissuti di ognuno, rinegoziare ruoli e confini, promuovere la fiducia reciproca e il rispetto delle emozioni di ciascuno. La terapia familiare aiuta a sciogliere i nodi relazionali che spesso si intrecciano dietro ai segreti, consentendo a ogni membro della famiglia di sentirsi, infine, riconosciuto e legittimato nel proprio sentire; visto nella propria modalità di essere.
In sintesi, affrontare un segreto familiare in un contesto terapeutico protetto non significa rompere un patto di fedeltà familiare, ma, al contrario, lavorare insieme per costruire legami più autentici e solidi. La nuova narrazione condivisa da tutti i membri del nucleo familiare favorisce la ripresa della spinta evolutiva della famiglia.
Riferimenti bibliografici
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