Paride e il pomo della discordia

… Narra il mito che alle nozze della bellissima ninfa Teti con il mortale Peleo, re dei Mirmidoni, furono invitate tutte le divinità tranne una: Eris, dea della discordia, che tutti, uomini e dei, cercavano di evitare perché portava sempre scompiglio e caos. Eris, offesa per non essere stata invitata alle sontuose nozze sull’Olimpo, fece lo stesso la sua comparsa alla festa in cui tutti si stavano divertendo, mangiando e bevendo e… lanciò il suo dono.

«Anche io porto in dono qualcosa!», gridò lanciando sul tavolo del banchetto una bellissima mela tutta d’oro sulla quale era incisa la frase: “alla più bella”, poi se ne andò con una risata malevola, lasciandosi dietro battibecchi e grida. Ogni dea, infatti, riteneva che la mela spettasse a lei di diritto, quindi, l’Olimpo era piombato in una lite generale! Con grande fatica, Zeus, il re degli dèi, riuscì a sovrastare il frastuono:

«È evidente», disse con la sua voce stentorea, «che noi non siamo in grado di decidere a chi assegnare questo pomo, pertanto, ordino di far scendere sulla terra le tre dee più belle: Era, Atena e Afrodite e farle giudicare da un umano, il pastore Paride.» 

Fu così che gli dèi finalmente tacquero e che le tre bellissime dee scesero in terra e si presentarono al cospetto del giovane pastore che mai aveva visto donne così magnifiche.

«Io sono Era, moglie del potente Zeus, re degli dèi, e posso donarti il potere, se darai a me la mela. Non vorresti essere l’uomo più potente della terra e dominare su tutti?», disse la moglie di Zeus avanzando verso il giovane Paride stupefatto.

«Il potere non è niente, senza la saggezza», intervenne Atena dagli occhi azzurri, anche lei avvicinandosi maestosa, «Io posso donarti la sapienza e diventeresti il più saggio degli uomini, se darai a me la mela».

Fu, infine, la volta di Afrodite, stupenda e aggraziata, che sorrideva incantevole:

«Che cosa se ne fa del potere e della saggezza un bel giovane come te, nel fiore degli anni? Se darai a me la mela, io ti farò conoscere l’amore più travolgente e ti donerò la donna più bella del mondo, quella che tutti gli uomini e gli eroi desiderano sposare.»

Accecato dalla bellezza e dal fascino di Afrodite e lusingato dalle sue parole, Paride il pastore dette a lei il pomo d’oro.

Il mito prosegue e da quest’episodio scaturiranno gli eventi che condurranno alla guerra di Troia. Ma che interpretazione possiamo dare a questo suggestivo racconto, tanto famoso? Innanzitutto, riflettiamo sul “pomo della discordia”: è soltanto una mela d’oro che Eris ha staccato da un albero del giardino delle Esperidi. È d’oro, certo, ma non è unica. Perché tutte le dee la desiderano e litigano allora? Perché porta la scritta: “alla più bella”, dunque, chi riceve la mela viene riconosciuta all’unanimità come la dea più bella di tutte. Essere riconosciuti per una qualità molto apprezzata nell’ambiente in cui viviamo è molto importante per ciascuno di noi: sentiamo di valere, se qualcuno ci apprezza e ci riconosce una caratteristica positiva. Una seconda osservazione si può fare riguardo al litigio furibondo che scoppia dopo il lancio della mela: tutte le dee vogliono essere riconosciute come “la più bella”; ogni dio parteggia per la sua dea preferita (moglie, amante, amica, sorella ecc.) … la competizione è parte costitutiva dei rapporti umani! E l’invidia? Spesso serpeggia subdola e striscia, nascosta, anche tra le amicizie. Che dire di Paride che, nonostante non sia potente, né ricco, né saggio sceglie l’amore? Come abbiamo avuto modo di ripetere più volte, l’amore è una spinta motivazionale fortissima, soprattutto in adolescenza, e se ne infischia della razionalità e delle conseguenze. Scegliamo l’amore perché letteralmente “perdiamo la testa” e di tutte le passioni che ci dominano (desiderio di potere, ricchezza, cultura ecc.), l’amore è “la più bella”.

Ma il mito parla anche di Eris, la discordia… Quante persone che assomigliano a Eris incontriamo nella vita? Seminano zizzania; apparentemente innocue, in realtà sono melliflue e subdole. Godono dei conflitti altrui. Che fare se sul nostro cammino inciampiamo in Eris? Quando ci accorgiamo che la persona con cui stiamo entrando in relazione ci induce a litigare con altri, allontaniamoci e riprendiamo con serenità il nostro cammino.

Bibliografia di riferimento:

Orvieto, L. (2016), Storie della Storia del Mondo, Firenze: Giunti.

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